Ecco. Il blog nuovo c’è. D’ora in poi farò L’Anna nella Manica: http://nellamanica.wordpress.com. Mi dispiace per chi tifava blogspot, ma non sono riuscita a farmelo piacere abbastanza.

Varie ed eventuali:

Come vi dicevo, farò annuncio del blog ad amici e parenti, quindi non stupitevi di accessi da gente entusiasta che poi scomparirà dopo due giorni. Anche, non vi troverete menzione del blog MySelves. Giusto per spiegarvi. Poi magari capita, non ci sono segreti di stato, ma non volevo portare intenzionalmente gente qua.

Ci ho messo una vita a compilare il blogroll perchè volevo mettere una parolina su ognuno di voi (si vede se state col mause sul vostro nome per un paio di secondi). Però siete tanti, dopo un po’ mi sa che ho perso la creatività. Quindi chiedo scusa preventivamente. Quando mi viene migliore ispirazione qualcuno lo rifaccio.

Direi che è tutto. D’ora in poi ci vediamo là.

Il nuovo blog arriva lunedì.

Ovvero: istruzioni per l’uso delle Anne future

In sintesi che è un post lungo: questo blog trasloca pure lui, poi vediamo dove.

L’altro giorno ricevo questa mail:

Ho letto il tuo blog, quello di Anna (una, nessuna, centomila) in Minnesota.
L’ho letto di un fiato. Come se ci cercassi dentro una risposta che, in fondo, ho trovato.
Avevo partecipato al concorso per una borsa di studio al Minneapolis College XYZ
Era una grande opportunità. Ma sapevo poco e niente del Minnesota. Quel poco che sapevo proveniva da Americani che lo detestavano e lo trovavano freddo e provinciale. Poi ho trovato le tue pagine e, quasi contemporaneamente, la convocazione al colloquio finale per la borsa di studio. Involontariamente a quel colloquio ho parlato anche un pò con la tua voce, ho raccontato di voler conoscere quell’America verde e civile che tu avevi raccontato. Ho vinto la borsa e frequenterò il prossimo semestre a Minneapolis. sono euforico ed ho voluto scriverti per ringraziarti

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Della mia prof di Italiano delle medie io conservo un grosso rispetto. Lei si commuoveva ai miei temi di tredicenne ma soprattutto ci diceva che non importava cosa sceglissimo di fare, ma che ci credessimo. Lei ci diceva: vuoi smettere di studiare e vuoi farel meccanico? Benissimo, ma sii il meccanico con più passione al mondo, mettici tutto quello che hai. (era stata fulminata da Buscaglia, lei, e ce lo passava)

Lei ci diceva che nella vita si ha tenere un quadernino a due colonne, dove in una ci si mettono i fatti più salienti del mondo di fuori, e nell’altra quella del mondo nostro. Che- diceva- puoi a riguardarlo dopo anni è proprio la Storia quella che si vede.

Tipo: 14/04/08: terzo governo Berlusconi – 19/04/08 Lascio l’Italia senza idea di tornarci a breve.

Vederci la Storia è troppo, perchè in questa baraonda di spostamenti di cose, di notti insonni perchè il nervosismo sale, di notti in cui dormo  per sognare sogno caccia americani intorno alla torre di londra, di letture nella mente di australiani con appartamenti che chissaà se mi vogliono subaffittare, di giornate in cui penso devo ricordarmi di prendere l’areo sabato quasi quasi metto la sveglia, dello psiconano avverto davvero poco e mi dispiace. E’ un po’ come se fossi anestetizzata, per ora.

Voleva essere un post più lungo, ma ho davvero sonno e non mi ricordo più bene che volessi dire. A domani, anzi a più tardi.

Ho passato le ultime due ore a dare occhiate al mondo così come me lo porta mac. Blog, feed, quotidiani, notizie, chi più ne ha più di metta. Quindi attenzione che anche se non mi avete visto apparire le so quasi tutte, soprattutto lo stato degli aerei tra Belfast e Milano (signor Hobbes, torna!!!!!).

Ma anche se ci son cose più importanti qui e al mondo non posso non star scioccata dalla faccenda dei medici che rifiutano di prescrivere la pillola del giorno dopo a Pisa. Lasciando a margine molte questioni, – per esempio che a quanto ne so lo Stato italiano riconosce la pillola del giorno dopo come farmaco contraccettivo e non abortivo, ma anche per par condicio che esistono pratiche contraccettive un po’ meno stressanti e d’emergenza- c’è una cosa giornalistica che proprio non mi va giù.

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Per la cronaca. Ho finito tutte le ennesime possibili discussioni della tesi di dottorato. Call me doctor, please. (che in italiano mica è chiaro che sono, dottore alla seconda?)

Lesson learned di oggi, come fare la discussione perfetta. Secondo me applicabile anche a lauree, progetti importanti lavorativi e non. Procedimento: essere nel mezzo di un trasloco, nello sclero completo per la ricerca casa, nel delirio da iperdosaggio enogastronomico da abbandono italia, nella correlata instabilità emotiva da saluti. Non sono mai stata così rilassata e sicura e convicente. Avevo semplicemente i neuroni intasati, la mente altrove e tanta fretta di far altro.

Dunque. Anne, PhD. Se tornassi indietro non lo rifarei. Ma quando mi venite a trovare a Londra festeggiamo.

Questo blog langue troppo silente, e con lui – me ne duolgo- i miei passaggi su blog altrui. E’ che lo svuotamento casa è un mostro a tredici e più teste che richiede la dedizione costante di tutte le Anne presenti, passate e future. Mentre soppeso la rilevanza cosmica di vestiti e suppellettili vengo sovente colta da massime universali riflessioni che meriterebbero post seduta stante, ma l’accatastamento di oggetti e polvere qua e là rende arduo il raggiungimento di Mac e mi ostacola la memoria anche a brevissimo termine.

Un quesito solo ha per ora superato lo sbarramento suppellettiloneuronale:

* In condizioni normali, una donna quanti jeans e quanti pantaloni neri dovrebbe avere? *

Un attimo lungo, ma chiaro e fatto bene. Video di studenti italiani master a Londra che spiegano due o tre cose di finanza pubblica confrontando politiche sx e dx. Guardatelo e diffondetelo.

Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

Oggi è giorno di mercato.

- Ciao

- Ciao bimba dolce, come stai?

- Eh, fra un po’ vado a vivere  a Londra

- A Londra? Perché a Londra?

- (…)

- Ma bimba, Londra si è portata via troppi miei amici, perchè possa dirti bene. Perchè voi adesso non potete capire, ma per noi allora era proprio così sai, E Gianni ritornato da Londra a lungo ci parlò dell’ LSD, tenne una quasi conferenza colta sul suo viaggio di nozze stile freak e noi non l’ avevamo mai fatto e noi che non l’ avremmo fatto mai, quell’ erba ci cresceva tutt’ attorno, per noi crescevan solo i nostri guai…

L’uomo delle collanine, quello che era andato via e poi è tornato, che mi recita il mio cantante preferito.  Una dolce immagine da portar via.

* SB, 2006. Prima, non so.

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