Vorrei davvero passare un paio di settimane nella redazione del sito di Repubblica. Per capire se dietro l’appiattimento in basso di scelta di articoli e parole c’è un preciso e sofferto studio socio-psicologico-culturale per contrastare tgcomgossip oppure è tutto istintivo.

Che dell’indegnità della colonnina p o r n o-soft sulla metà destra credo siamo tutti coscienti. Non mi ricordo dove c’era questo genio che l’aveva maneggiato fino a farne una colonnina del vaticano, encomiabile.

Oggi ci leggo che una figlia di Bush sposa uno “stagista” (traduciamo noi, giovane con contratto a termine che lavora per l’ufficio di un pezzo grosso dell’esecutivo, quindi sarà un giovanotto che probabilmente avrà 4 lauree e famiglia iperbene* oppure intrallazzatissimo quindi tipo che da noi la figlia di Silvio sposasse un nipote di terzo grado di Fini).

Quella che leggo – sposa uno stagista – a me pare la classica scelta di parole messa lì apposta così che la siora Rosa dal lettino in spiaggia possa sognarsi una sua versione XXI secolo de “la principessa e i il muratore” e urlare a sua cognata sull’ombrellone a fianco: Pina…. hai visto sti stagisti. Allora magari pure mia nipote che lavora al call center della Tim a 600 euro al mese le danno un mutuo.
Che tristezza. Ma ci sono o ci fanno (i giornalisti di Repubblica)?

Urca. Avete ragione. La siora Rosa non guarda l’internet dalla spiaggia.

Io però si e mi sento anche presa in giro. Da oggi sostituisco l’home page con la raccolta di google news. Ma anche ansa.it non è così male, per me. La bbc e la cnn sono ok per gli approfondimenti ma hanno troppe bande laterali per i miei gusti di news.

* ah, dicevo io, è figlio del (ex) governatore della Virginia. Ma come è piccolo il mondo, signora mia.