(Intro: le Anne sono state a letto tutto il pomeriggio con un’improvvisa febbre. Ora sono le 4.40, la febbre se ne è andata ma anche – da ore – il sonno. E ho finito di leggere la coda di Google reader. Tutto questo per dire che ora sono a Milano, eh. )
I giorni passati a Londra qualche tempo fa – quelli degli scoiattoli col signor Hobbes- mi hanno tanto rassicurato sulla bellezza della città, ma anche lasciato delle riflessioni. Per esempio:

Questa è un’opera d’arte.
Ma non siamo noi Anne a poter sapere giudicare questo piano.
Dunque saliamo al piano che ci compete
e decidiamo di rifocillarci dalla ventosa scarpinata mattutina di fronte alla meravigliosa vista della Tate Modern (dopo le 15 se ricordo bene c’è il menu ridotto per ritardatari, credo più economico di quello solito) (non oltraggiosamente economico ma accettabile per un pasto seduti su una visuale sì suggestiva, meteo permettendo).

Che mangiamo?Fish and chips? E che sia fish and chips, anche se in questo posto fighetto mica si può chiamare fish and chips, ma merluzzo fritto in pastella chissàcosa accompagnato da patate fatte non mi ricordo più come. E che ci beviamo col fish and chips? Birra! Si per forza, birra chiara! Come sul menu non c’è la birra? Stai scherzando? Una pagina piena di vini ricercati a minimo 5 sterline il bicchiere e non c’è manco una birra? A Londra c’è un posto dove non servono birra? Ti servono fish and chips e non birra?
Sarà perchè è un posto mediamente fighetto? Sarà perchè a tavola la birra non si beve?
Morale della favola: In entrambi i casi, per come la vedo io, chi gestisce il ristorante/bar della Tate ha un conflitto irrisolto con le proprie radici. Mi sa che lassù hanno bisogno delle Anne, signori miei.
(sputato fuori questo post vediamo se riesco a dormire, eh)











13 comments
Comments feed for this article
Marzo 21, 2008 a 12:13 pm
Sammy
gli inglesi, in particolare i gestori di locali, sono affetti da sindrome di originalità e ogni tanto si confondono anche sulle cose di base. In ogni caso il vero fish&cips è take away e una birra in giro si trova sempre…..
Marzo 21, 2008 a 12:38 pm
luca
La crepa, è un’opera d’arte fantastica. Lo sarebbe stata ancora di più se non fosse stata pubblicizzata così tanto.
Pensa arrivare lì senza saperlo, e vedere una crepa gigante nel pavimento della tate modern…!
Marzo 21, 2008 a 2:41 pm
Anja
eh lo so SAMMY, che non era IL Posto da fish and chips. Ma che non servissero birra in un posto che è rappresentativo dell’Inghilterra, a me pare un conflitto con le proprie origini!
LUCA, beh. Noi mica lo sapevamo di quella roba lì. Infatti tu immaginati una tizia ancora rossa e un tizio alto e smilzo, cosa credi che abbiano chiesto ai tipi affacciati vicino, se non percaso se era un residuo di un passato smottamento. So che ho sbagliato ad utilizzare la parole arte nel post, altrimenti potremmo anche stare qua a discutere giorni e giorni su cosa è arte e ripescare Croce e compagnia bella e comunque non si finirebbe mai. Però ecco, alcune installazione moderne mi toccano e mi parlano, ma per me quella lì era un’installazione curiosa, che però non mi ha comunicato molto nel contesto in cui era. Sono rimasta lì pensando ‘curioso’, ’simpatico’, ma nulla più. Magari voleva essere una metafora della caducità del mondo, della fragilità delle nostre certezze o di quello che al mondo stiamo facendo. Ma ci sto pensando ora. Allora proprio non mi è arrivato nulla di quello.
(sinceramente, un pensiero che supersoppalcando l’area si stavano all’incirca una 60 di possibili appartementi Anna – ma si sa ho un’ottica particolare)
Poi se devo dirla tutta la Tate Modern non mi ha impressionato più di tanto. Non mi piaceva la disposizione delle opere, gli accostamenti tra uno e l’altra. Secondo me lì ci sono un deChirico, svariati Magritte e un Fontana – tutti meravigliosi – che piangono per quanto gli è stato messo intorno.
Marzo 21, 2008 a 7:35 pm
Chit
Pensavo fosse la Faglia di Sant’Andrea in Tour pasquale… :D
Tanti auguri di buone e serene vacanze di Pasqua ;)
Marzo 22, 2008 a 1:31 am
nonsisamai
mi vine in mente quel libro di munari ‘pensare confonde le idee’ :)
Marzo 25, 2008 a 6:39 am
Fabrizio
maddai… a me stasera a chicago hanno servito una chicago-style pizza con crisi d’identita’, perche’ la pasta era troppo, troppo, farinosa.
Marzo 25, 2008 a 1:08 pm
davide
sob…momento di spleen
ho una foto identica
dalla vetrata
con mia lei del tempo
che ora non è più…
com’è come non è, riesci sempre a farmi venire il groppo!
(ma che carina la Tate Modern, e che ladri al ristorante…)
Marzo 25, 2008 a 4:58 pm
Nandina
fish & chips… mmmm, mi sto sentendo molto homer in questo momento (sono le prime mutazioni dovute all’abbonamento a sky… scusate)
Marzo 25, 2008 a 9:29 pm
Anja
Oh Nanda, l’hai già scoperto Fox Crime????
La Tate Modern, boh, aparte la vetrata non ne sono innamorata… però insomma Davide adesso mi serv eun post per farti sorridere, che ti scrivo????
Sono molto inquieta di fronte alla Chicago-Style pizza,…vuol dire che deve essere alta alta alta??
Marzo 27, 2008 a 3:09 pm
L'avvocatessa
Vini da cinque sterline al calice…MIZZICA!!! O_o
[La Tate 'mi fa' molto Match Point...dovrò andarci...]
Invece, io il fish and chips lo mangiato così…HARD…nel cartoccio marroncino che trasudava olio e, soprattutto, tutto insieme.
Chioschetto di Cleethorpes, ‘ridente’ località sul Mare del Nord, agosto 2000.
8-)
Saluti a tutte le Anne!
Marzo 27, 2008 a 5:11 pm
Anja
:) Grazie avv.
Beh per la completezza, il fish&chips più tipico l’ho mancitao a Dublino, località ignota, 2004 :)
Marzo 28, 2008 a 11:03 am
Nandina
Ciao mi chiamo Nandina (coro: ciao Nandina)
mi chiamo Nandina e ho un problema…
… sono una Fox (crime e non solo) dipendente.
e lunedì sera inizia la quarta serie di Lost…
aiuto!
Marzo 29, 2008 a 3:52 pm
Anja from DeltaLand
fox crime è fox crime… se l’avessi in casa uscirei solo quando c’è la signora in giallo (che non mi piace)