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Io dico ancora che Magnolia è il mio film preferito, anche se tutte le volte che ho provato a rivederlo mi sono addormentata molto prima della fine. Ma quando al tempo l’avevo visto all’odeon con la Nanda mi aveva colpito tantissimo, anche solo a pensare che il regista era stato un genio a capire che Tom Cruise diventa seduttivo solo quando fa il tamarro globale, mica il cittadino tormentato di Kubrick. E poi sopra a tutto c’è il finale con la pioggia di rane, che è una roba che ti attacca una sensazione dentro che non lo sai nemmeno tu se è bella o brutta ma hai il magone costante a questo senso che tutto si scioglie e rinasce.

Allora anni dopo si era a Trento e c’era questa storia che finiva. Read the rest of this entry »

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ma – un giorno entro in quel negozio e al posto che una poltrona etnica provo a rapire lui.

Abbiamo pensato un po’ a questo blog, e a cosa ci fa sbrodolare pensieri qua sopra. Ma la metaAnnica la rimandiamo. Oggi siamo pratiche e concrete e facciamo felici le sole persone a cui oggettivamente forniamo soluzioni, qua sopra. Per coloro che cercano le canzoni che parlano di Anna, ce sono altre due tre.
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(breve e di cronaca, da approfondirsi piu’ avanti)

Ho passato la mattina ad essere istruita sulle leggi che dovrebbero in teoria governare l’immigrazione in Italia. Io mi sa che non ci voglio credere di vivere in un Paese che legifera e si comporta cosi’ (mentre si dice cattolico ed in nome di questo continua a discriminare chiunque sia diverso etc etc…). Entrambi gli schieramenti, temo. Bisognerebbe chiedere scusa, a tutta ’sta gente, no matter what.

(e se posso esternare un malessere…ma siamo sicuri che sia sano fare un partito democratico insieme a persone che ritengono gli omosessuali dei malati?) (me ne convincete, perfavore?)

In realta’ questo apre una serie di post di autoaiuto. Che insomma, questo blog apparentemente superfluo deve anche darsi degli obiettivi, e io ci tengo che voi tutti vi teniate in buona forma fisica, mentale e morale. Quindi oggi vi faccio esercitare a scrivere. Sane flessioni per la mente.

Prendete tastiera e monitor, carta e penna, gessetti, quel che vi pare. Ma svolgete rigorosamente questa traccia:

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Su, dai. Spegnete il pc e andate a vederlo, che ne vale la pena.

Poi non vi sto a dire che ai tempi di Titanic non avrei mai pensato di dire un giorno che Di Caprio e’ proprio bravo e addirittura affascinante.  Ma tralasciate pure questa seconda frase.

Inoltre. questa e’ una serata proprio strana. ma e’ naturale meglio e giusto cosi’, dai.

Chissa’ cosa c’e’ in un libro. Chissa’ cosa c’e’ in un libro che ti porta poi ad avere gli occhi lucidi. Chissa’ cosa c’e’ in un libro che ti porta poi ad avere gli occhi lucidi su di un treno regionale trieste venezia della domenica sera. 

E non percepire piu’ di tanto le due tue coetanee o quasi  fisse su appunti di fisiologia cardiaca o giu’ di li’. Non percepire la curiosita’ con cui loro di striscio osservano il tuo libro in inglese e il tuo luccicore. Non percepire il drammatico calo di attenzione quando ti squilla il telefonino e tu rispondi con presumbilmente piatta cadenza lombarda e senza neppure scoppiare in lacrime.

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Ecco era ora che anche a me arrivasse sta catena di sant’Antonio!! Anzi mi e’ sembrato di capire che ste cose per fare piu’ bello se applicate ad un blog le si pure chiamamo meme , giusto per scomodare un attimo il signor Dawkins. Grazie Grisbi dunque per l’occasione di cimentarmi in tutto questo.

Non vedevo proprio l’ora di aprire pagina 123 del libro che sto leggendo (vegeta sul mio comodino da Natale, ma le prime 10 pagine devo averle lette), saltare le prime cinque frasi (frasi, non paragrafi) e sbrodolare qui di seguito le successive tre.

Dunque. Philip Roth. American Pastoral. (e facciamo un po’ di scena, che lo sto leggendo in lingua originale, solo perche’ il ricordo delle 700 puntate di law and order, sex and the city and 70s show e’ ancora cosi’ vivo in me che mi ha portato a capire persiono le canzoni di Eminem. non durera’, cmq. ).

“Oh, a hundred and twenty skins”, he replied.

She continued taking notes as she asked, “they come right to your shipping department?”

“They come to the tannery”.

Oibo’, si parla di tintura di pelli. Ma, Grisbi…si cercava una morale dietro a tutto cio’? Vedi una the bridge nel mio futuro? Una piquadro? Fanno saldi? Un tintore di pelli? va beh, io domani dovendo andare in tintoria faccio un salto in quella che anche tratta pelli qua vicino. Se mi imbatto in un principe azzurro o similia ve lo dico.

(Ho provato a barare, ma nemmeno, il mare delle verita’ di De Carlo, che ho letto prima, aveva delle frasi memorabili. E poi, anche se le avesse avute, correvo il rischio di farvi pensare che sia un bel libro. Brr…)

Comunque, se qualcuno si vuole accodare al meme, faccia pure. Nanda? Luna? Bra? Ma anche no, non preocupatevi.

Io credo che le recensioni non le so fare. Soprattutto di film. Almeno non seriamente. Pero’ in una vita parallela e immaginaria recensisco ristoranti per le osterie di Italia. O magari libri. O serie televisive. C’e’ qualcosa nella lunghezza dei film che, mi piace tanto andare al cinema ma il giorno dopo mi sono scordata quasi tutto. Il che e’ francamente un gran vantaggio perche’ posso rivedere film che ho gia’ visto senza problemi.

Quello che ricordo oggi di 007 che ho visto sabato. La musica iniziale. Gli addominali di Daniel Craig. Il primo vestito da sera della seconda Bond Girl. L’Aston Martin. Le spalle di Daniel Craig. Oh toh, c’e’ Dandi di Romanzo Criminale. Che saranno il buio e il controbuio a poker? Che la seconda bond girl non mi piace. I capelli del giapponese al tavolo di poker. Ma posto che indubbiamente Clive Owen (closer, inside man) e’ per me il massimo di fascino maschile oggi, come si classifica Daniel Craig? Che a un certo punto diventa un romanzo harmony. Che a un certo punto non mi passa piu’. Giannini fa sempre la sua scena. Che comunque Daniel Craig recita pure gran bene. Che il finale poteva essere piu’ coinvolgente. Ma..avremo pagato per avere cosi’ tanti attori e paesaggi italiani? Bisognerebbe studiare l’impatto economico della presenza di George Clooney sul lago di Como. Ma finisce o non finisce? Rispondere al cellulare e’ proprio pericoloso. Forse avrei dovuto vedere almeno un altro 007 per dirne qualcosa. Pero’ dai bellino (non solo Daniel Craig)…

To sum up:

1. la battuta del titolo del post e’ la migliore del fim (e il rimando l’ho capito pure io)

2. il film e’ quasi abbastanza carino e (o ma?) si sfilaccia davvero troppo nel secondo tempo.
3. per favore, Daniel Craig anche nei prossimi bond, che e’ bravo e riesce a tenere (quasi sempre) sveglia anche me tendenzialmente indifferente alle spie britanniche

4. occhio a rispondere al cellulare che non si sa mai chi vi tiene d’occhio

5. scegliete posti comodi, che cmq dura quasi un’ora di troppo.

* SB, 2006. Prima, non so.

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